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Tecnologia portami via

… portami via la capacità di ragionare con il mio cervello, il mio “personal computer”.

… portami via la soddisfazione personale di creare l'idea che trascende le mani e si fa oggetto, se posso evitare l'impegno di sporcarmi le mani.

… portami via il tempo con mio figlio, che giorno dopo giorno cresce verso l'alto, dandogli continuamente l'occasione di non guardare oltre l'altezza dei suoi occhi e di non guardare oltre un muro.

… portami via l'allegria del giocare rendendo possibile la “pratica” di ogni qual si voglia attività mantenendo la “posizione seduta”, senza dover sudare, senza ferite da medicare e guance rosse da toccare.

… portami via la convivialità di una famiglia che ogni giorno siede allo stesso tavolo per nutrirsi, confrontarsi, discutere e amarsi cosicché, nel silenzio, ognuno di loro possa alimentare una profonda apatia.

… portami via le ricerche nei “grandi” libri durante lunghi momenti in biblioteca donandomi sorsi di Google.

… portami via la saggezza di un nonno che sa piantare e far crescere le patate, lo so fare da sola, dopo aver guardato un video che mi mostra la tecnica migliore.

… portami via il candore che si forma quando scrivo una poesia, gli affari del cuore poco importano nel momento in cui li ho dimenticati.

… portami via lo scambio di un sorriso, di una gentilezza, di un grazie, di un arrivederci, quando posso evitarli e, fare prima, per andare verso… verso l'oblio.

… portami via la capacità di scegliere cosa fare e come farlo, ti affido la mia libertà.

… portami via la natura umana di cui sono fatta e invadi la mia intimità. Bisogna essere sinceri!

… portami via le virtù insegnandomi con il tuo vocabolario a essere uguale a ogni altra persona, nel nome dell'uguaglianza.

… portami via il desiderio di compiere un viaggio per recarmi a visitare un museo, negandomi la distanza materiale con l'inganno virtuale.

… portami via dalla natura, dalle sue stagioni, dai suoi profumi, dalla sua forza, dal suo canto, dai suoi colori e calori, dalla sua potenza, bontà e generosità, con l'illusione che io possa farne a meno.

… portami via l'interesse a mantenere vivo, per esempio, il parlare il dialetto dei miei nonni perché tu puoi iniettarmi tutte le lingue del mondo intero.

… portami via la trasmissione dei mestieri e delle arti, come un maestro faceva con i suoi allievi, illuminando i miei occhi con grandi schermi, folgorandomi l'anima per mantenermi neutra e mai di parte.

… portami via la salute dal momento che tu sai quanti battiti compie il mio cuore nell'arco di una vita. Io posso solo sentire il rumore che fa.

… portami via lo scambio reciproco e vitale tra me e la natura, rischierei di riflettermi nella sua generosa bellezza e conoscere troppo a fondo lo splendore umano dell'essere senza apparire. Possiedi già infiniti schermi su cui riflettere il mio vuoto.

Intendiamoci.

Potrei continuare a scrivere pagine su pagine riguardo a cosa e, come, la tecnologia ci porta via, prima di tutto l'uno dall'altro! Ci mette in modalità “offline” (tanto per rimanere in tema) e molti nemmeno se ne accorgono o ne prendono atto.

Con infime strategie ci hanno reso completamente dipendenti da essa!

In questo momento (lunedì 11 maggio 2020 alle ore 16:10) molte persone sono completamente perse in tutto ciò che è loro detto tramite i media, da anni subiscono un fantastico, capillare, cerebrale e viscerale lavaggio, e quando hai il cervello lavato (solo la definizione fa rabbrividire) non puoi più renderti conto di altro a maggior ragione se quest'operazione è quotidiana, metodica e insistente. A tutte queste persone auguro di rimanere spenti passando lentamente dal sonno alla morte avendo così, forse, una nuova possibilità di tornare, e accogliersi in una vita degna d'essere vissuta.

In questo stesso momento, mascherina o non mascherina, molte persone sono attente a ciò che succede nel proprio paese e in tutto il mondo; sono critiche verso i fatti creati e divulgati come fossero film o serie televisive e (se fanno in tempo) attenti a ciò che è continuamente censurato. Molte persone sono connesse a se stesse e alla propria vita: non si vendono a ricatti di paura, terrorismo, confusione, denaro e potere, perché sanno che la vita è, e continua in direzioni opposte, o almeno diverse. Molte persone non delegano la responsabilità del proprio stato di salute ad altri avendo il coraggio di trovare una soluzione al proprio problema. Ci sono persone che con il loro buon senso e, intelligenza, capiscono che la strada giusta, la strada migliore, non è quella che c'è dettata dai pochi, ma quella che riporta a un senso comune di vita serena con la natura.

Io credo che in questo momento, come in qualsiasi altro della storia umana, la cosa migliore (e che abbia più senso) sia fare della propria vita un esempio senza imporlo, senza denunciarlo, senza glorificarlo, ma semplicemente condividendolo con amore nella semplicità di ogni gesto. Credo che la cosa migliore sia seguire ciò che sento a prescindere da quello che fanno le altre persone e da come lo fanno, a prescindere da ciò che dicono e da come mi guardano, perché so che l'unica verità risiede nel mio cuore. Credo sia fondamentale e intelligente attrarsi gli uni con gli altri, simili con simili, affini con affini, per mettere alla luce e dare forza a un nuovo divenire.

Grazie.

db/tecnologia_portami_via.txt · Ultima modifica: 12/05/2020 09:27 da @Staff R.